Il tema sostenibilità è un tema ad oggi sempre più importante in tutti gli ambiti della nostra vita, inclusi sport e turismo. Per questa ragione ho dedicato un capitolo della mia tesi di laurea proprio a questo argomento ed oggi vorrei condividerlo con voi:
“Nel 1988 l’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), rifacendosi alla definizione di “sviluppo sostenibile” data dalla World Commission on Environment and Development (WCED) nel Rapporto Brundtland del 1985, pubblica la definizione di “turismo sostenibile”:
“Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.
Negli ultimi anni è andata crescendo l’attenzione verso l’ambiente e la sostenibilità: associazioni ambientaliste e addetti al settore turistico (ma non solo!) stanno promuovendo pratiche sempre più responsabili ed a basso impatto ambientale anche nell’ambito del turismo sportivo.


Si sta infatti avviando una transizione attraverso strategie volte a ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente, ma anche in grado di coinvolgere e generare benefici alle comunità locali.
Il turismo può esser definito come “industria del territorio” ed in quanto tale deve esser competitivo, offrire servizi su misura per il target d’interesse, ricercare e preservare la qualità del prodotto, cioè del territorio stesso. Il 2017 è stato designato dalle Nazioni Unite come “Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo”, riconoscendo quanto il turismo contribuisca a tutti e 17 gli obbiettivi dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals), in particolare agli obbiettivi 8,12 e 14 in cui è espressamente citato:
Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.
8.9 Concepire e implementare entro il 2030 politiche per favorire un turismo sostenibile che crei lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali.
Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
12.b Sviluppare e implementare strumenti per monitorare gli impatti dello sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crea posti di lavoro e promuove la cultura e i prodotti locali.
Obiettivo 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.
14.7 Entro il 2030, aumentare i benefici economici dei piccoli stati insulari in via di sviluppo e dei paesi meno sviluppati, facendo ricorso a un utilizzo più sostenibile delle risorse marine, compresa la gestione sostenibile della pesca, dell’acquacoltura e del turismo.


Foto di BANITA TOUR da Pixabay
Come sottolinea Mattia Coluccia, guida turistica e laureato con tesi sul turismo sostenibile, per rendere il turismo realmente sostenibile risulta di centrale importanza innanzitutto imporre ai tour operator che operano in una determinata zona di aver sede legale nel paese interessato ed esigere chiarezza sulle finalità della tassa di soggiorno, in modo tale da avere un ritorno economico per la comunità ospitante.
Samuel Stein mette in evidenza un aspetto particolare del turismo ossia quella di essere un’ideologia, un -ismo appunto, più che una semplice pratica: “il turismo è lo strumento con cui le città riorganizzano spazi, politiche ed economie urbane attorno alle istanze di viaggiatori con una disponibilità economica”.
Molto spesso infatti, i disagi causati dall’overtourism, quali l’aumento degli affitti, l’inquinamento e la costruzione di infrastrutture più adatte ai turisti che ai residenti (che spesso si vedono costretti ad abbandonare i centri città: il così detto fenomeno di “gentrificazione”), non hanno un adeguato rientro economico.
Altro elemento centrale per rendere il turismo sempre più sostenibile, secondo Coluccia, è la figura del “destination-manager”: “Questa figura deve capire come una destinazione può essere turistica senza essere danneggiata. Serve regolamentare i flussi: il turismo infatti va gestito sin dalla fase crescente, quando la destinazione inizia ad avere successo”.
Una figura, spesso sottovalutata, è quella dell’antropologo, che attraverso i suoi studi può valutare la capacità di accogliere turisti di una determinata località, calcolandone l’impatto ambientale, economico e sociale, fornendo così importanti dati da tener conto per la gestione dei flussi turistici. È evidente come le destinazioni minori, legate a natura e paesaggi rurali, quelle stesse destinazioni oggi sempre più richieste da coloro che desiderano allontanarsi dal caos delle città e praticare sport all’aria aperta, devono essere sottoposte a tutele ambientali ancor più elevate rispetto alle Città, per preservare la loro attrattiva.

Foto di Willfried Wende da Pixabay
Bisogna quindi evitare che il turismo si trasformi in un’attività economica estrattiva, che svuota la risorsa del suo valore, e renderlo invece uno strumento di valorizzazione del territorio e di quelle che sono le sue risorse: boschi, laghi, fiumi, siti archeologici, monumenti, musei, tradizioni e qualsiasi altro elemento caratteristico di un luogo. Questo processo si sta attuando ed incentivando attraverso diverse modalità:
- Eventi Eco-sostenibili, durante i quali si adottano pratiche ecologiche, come l’uso di materiali biodegradabile e consumo di energia rinnovabile, come nel corso delle Olimpiadi 2024. Per assicurare la buona uscita di questo tipo di eventi è fondamentale calcolare con metodo scientifico le emissioni di gas serra generate, migliorare le tecnologie per ridurre al minimo le emissioni di CO2 e compensare le emissioni rimanenti acquistando crediti di carbonio creati tramite iniziative di conservazione delle foreste in crescita. Un dettaglio di non poca importanza è permettere ai partecipante di raggiungere facilmente la location a piedi o con mezzi pubblici.
- Promozione di attività outdoor responsabili, come trekking, arrampicata, kayak e ciclismo, concentrandosi sull’educazione alla sostenibilità dei partecipanti. Secondo un’indagine condotta da Istat e Legambiente i cicloturisti in Italia nel 2023 sono stati 56, 8 milioni (+4% rispetto al 2019). Possiamo andar fieri di questo risultato in quanto, oltre all’impatto economico (si calcola che un cicloturista spenda in media 95€ al giorno tra beni e servizi), si tratta di una fetta di turismo estremamente preparata in tema di tutela ambientale, tant’è che il 70% di loro raggiunge la destinazione in treno.
- Collaborazioni con le comunità locali, promuovendo, ad esempio, guide locali, cibi tipici, strutture recettive che rispettino le tradizioni e l’ambiente, artigianato locale e servizi offerti in generale dalla comunità ospitante. Secondo le linee guida della World Commission on Environment and Development, il turismo sostenibile dovrebbe, infatti, assicurare un giusto equilibrio tra carichi e benefici alle comunità. A questo scopo risulta indispensabile diversificare l’offerta turistica, redistribuendo i flussi turistici e valorizzando aree fragili.

Foto di David McLean da Pixabay

- Supporto a infrastrutture sostenibili, quali piste ciclabili, sentieri pedonali e strutture sportive eco-compatibili, in grado di ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’accessibilità. La maggior parte dei cicloturisti in Italia hanno dichiarato di scegliere le regioni del nord proprio grazie alla qualità dei percorsi ciclabili e ai servizi offerti lungo il percorso.
- Educazione e sensibilizzazione dei turisti, ricorrendo a campagne che educhino all’importanza della sostenibilità e alle pratiche da adottare per ridurre l’impatto ambientale che sia al mare o in montagna. Si pensi alla campagna Mediaset del 2024 “Vacanze in Italia. Prima del dove scegli il come”.
- Conservazione della natura, attraverso la partecipazione di organizzazioni e privati ad eventi di pulizia ambientale e campagne di piantumazione, ma anche progetti volti allo sviluppo del turismo sostenibile. È questo il caso del progetto “Coast to Coast” del Parco Regionale Veneto del Delta del Po: il progetto mira a promuovere e sostenere il settore turistico attraverso la valorizzazione del territorio perseguendo uno sviluppo ecocompatibile, mediante l’azione sinergica di diversi soggetti economici ed istituzionali. Il progetto è suddiviso in un insieme di interventi volti a migliorare il contesto economico, infrastrutturale, occupazionale e ambientale dei territori. Tra gli interventi previsti, primo tra tutti è la diversificazione delle risorse, allo scopo di ampliare l’offerta turistica a un arco temporale maggiore nel corso dell’anno, sviluppando un abbinamento di fruibilità turistica e culturale. Inoltre il progetto comprende un programma di formazione e di promozione riguardante la cultura, l’ambiente, l’artigianato locale e tradizionale.


Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay
- Diffusione di Tecnologie Verdi: è oggi in crescita, infatti, l’uso della tecnologia per monitorare e gestire l’impatto sull’ambiente delle attività sportive e non. Un esempio sono le app per la pianificazione degli itinerari eco-sostenibili, come KOMOOT o ALLTRAILS, e per il tracciamento delle emozioni dei partecipanti rispetto all’ambiente naturale o all’evento a cui prendono parte, tra cui DAYLIO, MOODFIT o SUVEYMONKEY.
Sotto la spinta del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) è sto costituito il Global Sustainable Tourism Council: un organismo internazionale creato per promuovere la sostenibilità del sistema turistico, rilasciando una certificazione riconosciuta a livello globale che permette di entrare in una rete di destinazioni turistiche d’eccellenza.
Per ottenere questa certificazione bisogna dimostrare di rispettare quattro principi fondamentali:
1.Dimostrare un’effettiva gestione sostenibile;
2.Massimizzare i benefici sociali ed economici per la comunità locale e minimizzare gli impatti negativi;
3.Massimizzare i benefici al patrimonio culturale e minimizzare l’impatto negativo;
4.Massimizzare i benefici per l’ambiente e minimizzare l’impatto negativo.
Se questo è quello che possono fare strutture recettive ed enti locali, cosa può fare il singolo turista per ridurre al minimo il suo impatto negativo sul territorio?
Pensiero comune durante le ferie è «non voglio pensare a niente ora, ci penserò quando torno!».

Foto di Niels Steeman da Pixabay

Foto di Hiệp Nguyễn Văn da Pixabay
Ma se per i problemi lavorativi può essere una valida risposta, così non è per l’impatto che lasciamo nei luoghi che visitiamo.
Amiamo correre in boschi rigogliosi, nuotare in acque limpide, sciare sulla neve naturale e tornare ogni volta in quell’osteria affacciata sulle colline che ci ha rubato il cuore.
Sono beni che vanno protetti e con poche e semplici accortezze tutti possiamo contribuire:
Rispettare il territorio: è fondamentale adottare comportamenti responsabili che rispettino il territorio e contribuiscano alla conservazione dell’ambiente. Questo si traduce innanzitutto nell’utilizzo di accessori riutilizzabili e biodegradabili. Scegliere borracce, contenitori per alimenti e posate riutilizzabili, ad esempio, riduce drasticamente il nostro impatto ambientale, limitando al massimo la plastica monouso che finisce nelle discariche e nei mari.
Portare con sé i propri rifiuti sino a trovare un luogo adatto per smaltirli non solo mantiene pulito l’ambiente, ma è anche un segno di rispetto nei confronti dei residenti e gli altri visitatori. Preservare la bellezza naturale dei luoghi significa anche (e soprattutto) rispettare la flora e la fauna locale. È importante non raccogliere piante o disturbare gli animali nel loro habitat naturale. Attività come l’escursionismo e l’arrampicata devono essere svolte con attenzione, seguendo i percorsi indicati e rispettando le regole per minimizzare il disturbo degli ecosistemi.
Prediligere mezzi di trasporto sostenibili: optare per forme di trasporto ecocompatibili come treni, biciclette o mezzi pubblici contribuisce a ridurre l’impatto ambientale del nostro viaggio. I trasporti sostenibili limitano le emissioni di carbonio preservando la qualità dell’aria nelle città che visitiamo. Inoltre utilizzare mezzi di trasporto offre l’opportunità di scoprire la destinazione in modo più autentico: si ha infatti la possibilità di immergersi nella cultura locale e di interagire con gli abitanti.

Foto di LaterJay Photography da Pixabay

Foto di Paul Ambridge da Pixabay
Scegliendo di utilizzare un trasporto pubblico si contribuisce a sostenere l’economia locale e a ridurre il congestione del traffico, il che si traduce in meno inquinamento e meno stress per abitanti e visitatori.
Alloggiare in strutture eco-friendly: Le strutture sostenibili tra cui scegliere sono numerose e rispettano diversi criteri: architettura, raccolta differenziata, risparmio energetico e dell’acqua. Talvolta sono strutture tolte alle mafie e riqualificate. Tra i vari indicatori su cui potere fare riferimento nella scelta della struttura recettiva in cui alloggiare troviamo, ad esempio, il Marchio di Qualità Ambientale (MQA). Si calcola che le strutture più gettonate dai così detti ecoturisti siano gli agriturismi, proprio grazie alle loro peculiari caratteristiche.
Intraprendere attività sostenibili: Si può aderire a programmi di pulizia mari e boschi o viaggi di beneficenza, ma anche, semplicemente, raccogliere la plastica che si trova per terra e non portare a casa conchiglie e sabbia.
Tra le più famose campagne di volontariato ambientale troviamo quella di Legambiente in collaborazione con Rai “Puliamo il Mondo”, che dal 1993 invita persone di tutte le età, associazioni, aziende e amministrazioni a ripulire dai rifiuti abbandonati strade, piazze, parchi, spiagge e sponde dei fiumi.
Sostenere l’economia locale: quando viaggiamo possiamo contribuire al benessere delle comunità che visitiamo privilegiando i prodotti locali e sostenendo le piccole imprese. Acquistare prodotti locali significa scegliere alimenti, artigianato e souvenir prodotti nella stessa località. Questa scelta non solo favorisce l’economia locale, ma permette anche di ridurre l’impatto ambientale associato al trasporto di beni da altre regioni o paesi. Gustare piatti tipici in ristoranti che utilizzano ingredienti freschi e locali, non solo influisce a livello nutrizionale su un target attento al benessere come quello sportivo, ma supporta anche gli agricoltori e i produttori della zona.

A differenza delle grandi catene di negozi, le piccole botteghe artigiane spesso reinvestono i loro guadagni localmente contribuendo a creare posti di lavoro e a stimolare l’economia del territorio. Un altro aspetto positivo di questo approccio è che consente di entrare in contatto con la cultura del luogo in modo più diretto o autentico.”
“TURISMO SPORTIVO SOSTENIBILE – Coniugare passione e responsabilità ambientale”, Elianna Calderara 28/01/2025



No responses yet