Mi presento

gambe di un uomo che corre lungo una strada deserta

Oggi vorrei di condividere con voi i passaggi che hanno segnato la storia e la diffusione del turismo sportivo, riportando un estratto della mia tesi di laurea:

Per comprendere al meglio il fenomeno del turismo sportivo è bene ripercorrere la sua storia, mettendo in evidenza la sua origine antichissima: le prime Olimpiadi del 776 a.C.!

Ancor più interessante è pensare ai viaggi che compivano i greci per assistere e partecipare a questa manifestazione, viaggi che, con qualche comodità in più, affrontano tutt’oggi gli atleti di tutto il mondo per partecipare allo stesso evento, ripreso, dopo una lunga pausa, nel 1896 e che, da allora, si ripete ogni 4 anni.

Da sempre viaggi e sport rappresentano simboli e modelli di valori positivi, tuttavia l’inizio della lenta, ma costante, diffusione del turismo sportivo si ebbe solo a partire dalla fine del XIX secolo, quando, a seguito dello sviluppo industriale e l’affermarsi della borghesia, le persone iniziarono a godere di un progressivo aumento di risorse, benessere e tempo libero.

Il miglioramento della qualità della vita ebbe come conseguenza diretta la ricerca di svaghi, tra cui sport e attività all’aria aperta.

turismo sportivo antica Grecia. Statua di partecipante alle Olimpiadi
Image by Gordon Johnson from Pixabay

L’aumento del benessere rese il viaggio non più qualcosa di elitario, com’era nel caso del Grand Tour (“lungo viaggio attraverso l’Europa, e soprattutto attraverso l’Italia, ritenuto di fondamentale importanza per l’educazione e la formazione culturale di scrittori, intellettuali, esponenti delle classi sociali superiori tra il XVII e il XIX secolo”- www.treccani.it), ma una pratica sempre più comune, anche nei ceti considerati fino ad allora meno abbienti.

Nacque in questo contesto il turismo moderno, sviluppatosi parallelamente al diffondersi di attività sportive quali cricket, la cui prima codificazione scritta risale al 1744 in Inghilterra, divenuto emblema dei valori dell’élite vittoriana nell’XIX e inserito nei Giochi Olimpici a partire dal 1900; vela, nata come mezzo di trasporto merci o per combattere guerre ed anch’essa entrata a far parte dei Giochi Olimpici nel 1900; e golf, dalle antichissime ed incerte origini, nominato per la prima volta in un documento nel marzo 1457, quando re Giacomo II di Scozia ne vietò la pratica (probabilmente per timore che potesse distrarre i giovani dall’addestramento militare), ma che continuò a diffondersi arrivando in Italia nel XIX secolo.

Fu proprio in questi anni che si videro nascere in Italia club ed associazioni storiche come il Lawn Tennis Premeno, fondato nel 1895 e soprannominato “Piccolo Wimbledon“, ed il Touring Club Ciclistico Italiano fondato nel 1894.

Nel corso del XX secolo, il turismo sportivo ebbe ulteriore impulso grazie alla crescita di eventi sportivi internazionali, quali Olimpiadi e Campionati del Mondo.
Le persone iniziarono a viaggiare per assistere a tali eventi, alimentando un’intera industria turistica intorno allo sport.

Si pensi che per le Olimpiadi di Parigi del 1900 (non a caso stessa città ed anno dell’Esposizione Universale), le prime a cui presero parte le donne, si stima che circa 1 milione di persone assistettero alle varie competizioni; mentre la finale del primo Campionato di Calcio del Mondo, svoltosi in Uruguay nel 1930, fu giocata davanti ad un pubblico di 93.000 spettatori.

Il turismo sportivo per come lo intendiamo noi oggi compare negli anni ’80 del XX secolo, tra Stati Uniti ed Europa, e costituisce un prodotto originale, un ibrido tra le attività sportive e turistiche, spesso fuse tra loro senza un confine ben definito, integrando tra loro elementi propri dell’uno e dell’altro settore.

stadio pieno di gente. L'impatto del turismo sportivo
Foto di Lena Eriksson da Pixabay

Foto di MaBraS da Pixabay

Si sviluppa nel contesto di quella che Gilberto Borzini, nel suo libro “Turismo dello Sport: dalle Motivazioni alle Opportunità di Business”, definisce “Società Ludica”, la società del “Tempo Liberato dal Lavoro” e che ora va riempito a tutti i costi prima che questa libertà sfoci in ansia e stress.

È la società in cui tutto sembra essere a portata di mano, purché si abbia la capacità di far fronte al prezzo.

Tant’è che oggi, nel mondo occidentale, molte professioni non si occupano più di produzione di beni (quelli vengono prodotti quasi sempre in fabbriche di paesi poveri), ma di organizzare il tempo libero, proprio come nel caso di palestre e agenzie di viaggio…

Ecco perché il turismo sportivo rappresenta oggi un settore in crescita e ricco di possibilità per tutti coloro che sognano di prenderne parte!

“TURISMO SPORTIVO SOSTENIBILE – Coniugare passione e responsabilità ambientale”, Elianna Calderara 28/01/2025

La storia del turismo sportivo evidenzia non solo l’evoluzione dei viaggi legati a pratiche sportive, ma anche il legame tra pratiche sportive e benessere fisico e sociale.

Dalle competizioni locali, alle manifestazioni internazionali, il turismo sportivo ha saputo adattarsi ai cambiamenti sociali, divenendo un tassello sempre più importante nella grande industria del turismo.

Oggi, sempre più viaggiatori cercano esperienze che uniscano la passione per lo sport ad opportunità di esplorazione, aprendo la strada a nuove forme di turismo, quali l’ecoturismo sportivo ed il turismo esperienziale, in grado di promuovere (oltre ad uno stile di vita attivo) anche le economie locali e preservare l’ambiente.

Guardando il futuro possiamo prevedere una continua ed incessante evoluzione del turismo sportivo, in grado di affrontare le sfide globali ed abbracciando nuove tecnologie. Rappresenta senza dubbio una frontiera emozionante per coloro che cercano avventure uniche e significative, dimostrando che lo sport non è solo attività fisica, ma anche un potentissimo mezzo per connettere le persone e le culture di tutto il mondo!

Non vedo l’ora di condividere con voi un altro pezzetto della mia tesi di laurea intitolata “TURISMO SPORTIVO SOSTENIBILE – Coniugare passione e responsabilità ambientale”.

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