Mi presento

Proprio nel cuore della città di Malaga, vi è un sito archeologico dalla storia singolare e, a tratti, bizzarra: il Teatro Romano e l’Alcazaba de Malaga, collegata al Castello Gibralfaro.

Fondata intorno all’800 a.C. dai Fenici, ai quali deve il nome originario “Malaka”, Malaga, a partire dal 202 a.C. fu governata dai Romani e collegata dagli stessi ad una fitta rete di porti del Mediterraneo.

Come per ogni città conquistata, l’Impero Romano iniziò a lasciare tracce del suo passaggio anche a Malaga, a partire dall’immancabile Teatro. Il Teatro Romano di Malaga, se pur di modeste dimensioni, risulta essere storicamente rilevante in quanto uno dei più antichi di tutta la Spagna!

antiche rovine del teatro romano e dell'Alcazaba di Malaga in un giorno di sole e nuvole
piramide di vetro davanti all'alcazaba di malaga e al teatro romano

Oggi, proprio davanti al Teatro vi è una piramide di vetro attraverso cui è possibile scorgere i resti di antiche vasche di pietra. Ma l’attenzione dedicata a questi reperti ha radici incredibilmente recenti: queste antichissime vasche, utilizzate originariamente per la lavorazione del pesce (secondo quanto riportato dall’Istituto Picasso, pare che il nome Malaka significhi proprio “luogo della salatura del pesce”), furono scoperte, insieme al Teatro Romano, durante gli scavi per la costruzione della Casa della Cultura nel 1951.

Ciò che rese singolare questo ritrovamento fu il fatto che, nonostante la presenza di questi resti, il Comune decise di continuare i lavori e costruire quella che venne, per ovvie ragioni, soprannominata la “Casa della Discultura”. Solo nel 1995, a seguito di innumerevoli proteste, fu abbattuta, riportando alla luce la storia della città.

Ma torniamo un po’ indietro nel tempo:

Anni dopo la caduta dell’Impero Romano, nel 746 a.C., Malaga fu conquistata dai mussulmani che la resero un fiorente centro di scambi, nodo fondamentale tra il Mar Mediterraneo e l’allora capitale, Granada.

Come ben noto dai libri di storia, a partire da questo momento, i Re Cattolici avrebbero fatto di tutto per portare a termine la “Reconquista” e, i Signori Mussulmani, lo sapevano bene e, soprattutto, sapevano bene come contrastare questo nemico.

piscina interna del cortile dell'alcazaba de malaga

Foto di Fernando Távora su Unsplash

mura esterne tra l'alcazaba de malaga e castillo Gibralfaro

Per difendersi dai tentativi di re-conquista, costruirono quindi una fortezza inespugnabile: l’Alcazaba.

Questa, appartenendo agli stessi signori, la possiamo descrivere come una riproduzione in scala ridotta dell’Alhambra di Granada: alcune delle stanze e delle colonne presenti all’interno del palazzo sono, infatti, incredibilmente simili a quelle dell’antica capitale.

Nello stesso periodo fu, inoltre, edificato anche il Castello Gibralfaro per proteggere ciò che di più prezioso possedeva la città: il pozzo.

Essendo innanzi tutto un’opera difensiva la cinta muraria dell’Alcazaba ha ben poco di estetico: al suo interno troviamo perfino pietre e colonne appartenenti all’antico Teatro Romano!… dopo tutto era lì, abbandonato da anni, perché cercare altrove materiali da costruzione?

Tutta la cinta muraria è formata da un susseguirsi di porte e tornanti.

Le porte in legno di cedro (famoso per non essere amato dalle tarme) furono completamente ricoperte di metallo per impedire all’esercito nemico di bruciarle. L’unico modo per abbatterle era utilizzando un pesantissimo ariete, certamente non facile da manovrare in salita ed in curva. Il tutto senza contare che lo stretto passaggio permetteva l’ingresso di soli pochi guerrieri alla volta che venivano brutalmente colpiti dall’alto delle mura dai soldati mussulmani pronti a difendere il loro palazzo.

Per questo motivo, dopo numerosi tentativi di conquista, l’esercito cristiano, se pur numericamente superiore, non trovò altra soluzione all’assedio.

mura interne dell'alcazaba de malaga con colonne dell'antico teatro romano
cortile intendo dell'alcazaba de malaga con colonne arabeggianti

L’assedio di Malaga durò 4 lunghi e caldi mesi fino al 13 agosto1487, quando cadde sotto il dominio cattolico, solo grazie ad alcuni signori mussulmani che decisero di stingere accordi segreti con l’esercito nemico, permettergli la conquista della città in cambio della possibilità di continuare a vivere lì.

Gli anni passarono e la fortezza cadde in rovina fino a trasformarsi tra il XIX e il XX secolo in un ghetto per i più poveri. Alle mura già presenti furono aggiunte delle pareti per creare delle case e fu rubato un crocifisso da esporvi, che prese il nome de “el Cristo de los tres huevos” a causa di tre uova di struzzo portate in offerta da un mercate in arrivo dall’Africa.

Solo negli anni ’60 il comune iniziò un’opera di riqualificazione del sito, riportando l’Alcazaba al suo aspetto originale (aggiungendo giusto qualche pianta decorativa, poco funzionale allo scopo difensivo), per lanciare la città a livello turistico.

Come raggiungere il Teatro Romano e l’Alcazaba

La risposta più semplice se si alloggia nel centro città è “a piedi!”. Questo sito si trova infatti proprio nel centro di Malaga ed è facilmente visibile anche di notte dal porto, grazie alle luci che lo circondano.

In alternativa si può usufruire della fitta rete di autobus che offre diverse fermate vicino al centro tra cui la linea 1, 3, 4, 23 e 36.

Tour e visite guidate

Per tutte le informazioni riguardati orari e biglietti potete consultare alcazabamalaga.com, alcazabaygibralfaro.malaga.eu o prenotare una visita guidata dall’app di getyourguide.it, come ho fatto io.

Dove mangiare vicino all’Alcazaba?

A pochi passi dal complesso archeologico ci sono moltissimi bar e ristoranti, tra i più rinomati sicuramente elpimpi.com, dove gustare piatti e vini locali, e Casa Lola, con numerosissime tapas tra cui scegliere. Per chi come me cerca qualcosa di vegano posso consigliare inoltre revivcafe.com, che offre piatti vegani, senza glutine e senza zuccheri, e byoko.es, con prodotti bio e a Km 0. Mentre, consigliatissimo per una colazione (ma non solo) a pochi passi dal mare è keyzenlife.com, con il suo menù composto da piatti freschi, colorati e salutari… la mia unica difficoltà è stata scegliere!

bruschette con avogado, formaggio vegano e semi di girasole
colazione con caffè, succo d'arancia e bowl di  frutta e avena
rowcake con cioccolato cocco e mirtilli

Il consiglio della sportiva:

Come per qualsiasi città, il modo migliore per assaporarne la vera essenza è girare a piedi e perdersi nelle sue vie. Ma questo vale ancor di più per Malaga, che ho trovato incredibilmente vivibile e a misura d’uomo.

Quindi scarpe comode e, conclusa la visita all’Alcazaba, prendete la strada alla destra dell’ingresso per dirigervi verso il Castello Gibralfaro: la strada è leggermente in salita, ma in 20 minuti vi porterà direttamente a questa fortezza dalla quale godere di una bellissima vista.

Potrete, inoltre, approfittare dei biglietti combinati Alcazaba + Castello Gibralfaro!

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