Mi presento

Barcellona è la mia “città del cuore”, la città del mio primo viaggio a 18 anni, città in cui ho sempre sognato di vivere e studiare (sogno mai realizzato), città in cui sono tornata almeno altre 8 volte, città in cui mi sono sentita a casa fin dal primo momento ed in grado di orientarmi come se fossi cresciuta là…

L’itinerario di cui vi voglio parlare oggi è quello che ho seguito con mia sorella nell’Agosto 2024. E’ un itinerario pensato per vedere quante più cose nel poco tempo disponibile e muoversi a piedi per assaporare quanto più possibile l’anima della città.

Si tratta di un itinerario di 3 giorni (anzi meno) per chi desidera scoprire questa città muovendosi con le proprie gambe. Lo consiglio soprattutto a persone abituate a camminare in quanto il secondo giorno abbiamo superato i 26km percorsi a piedi!

Ma non voglio spaventare nessuno in quanto è facilmente adattabile utilizzando i mezzi pubblici e, soprattutto, perché quando si vedono cose belle la fatica si sente molto meno…garantito!

Giorno 1

L’arrivo

Atterrate all’aeroporto di Barcellona nel primo pomeriggio con volo Vueling (notare i sacchetti per il vomito che ho riportato in foto), ci siamo dirette immediatamente alla navetta che porta in città, acquistando direttamente i biglietti “ida y vuelta”. Ci siamo sedute comode con i nostri zaini in braccio, pronte a scendere a Plaza Catalunya, nonché ultima fermata.

Scese dal pullman siamo corse in hotel per lasciare i bagagli, rinfrescarci ed iniziare il nostro tour della città.

Avendo a disposizione poco tempo abbiamo optato per un hotel su Las Rambla per agevolarci qualsiasi spostamento, che fosse a piedi, in metro o in taxi. L’hotel da noi scelto è l’Hotel Arc La Rambla (hotelarclarambla.com), oserei dire un ottimo compromesso a livello di posizione, pulizia e prezzo.

La Boqueria y Las Ramblas

Uscite dall’hotel, per prima cosa ci siamo dirette verso la Boqueria, il famosissimo mercato centrale di Barcellona inaugurato nel 1836, in quanto, dopo la mezza giornata di viaggio, uno spuntino con un po’ di frutta fresca l’abbiamo considerato indispensabile!

Qui in realtà si può trovare veramente di tutto: frutta fresca di tutti i tipi, frutta secca, cioccolato, spezie, dolci, prodotti da forno, paella, carne e pesce (che da vegana non ho minimamente considerato).

E’ inoltre possibile sedersi al bancone di molte bancarelle e guatare colazioni, pranzi e merende…volendo anche la cena se si pensa di finire prima della 20.30 (orario di chiusura).

Appena rifocillate ci siamo poi dedicate ad una passeggiata lungo Las Ramblas, cercando di guardare oltre i numerosissimi ristoranti e negozi “acchiappa-turisti”, buttando un occhio ai palazzi che la costeggiano ed ai particolari di molti di questi.

Un altro tratto distintivo di questa via sono senza dubbi gli artisti di strada, primi tra tutti i “mimi” con costumi elaboratissimi ed originali, pronti a farsi scattare una foto dai passanti.

Ma non sono gli unici anche musicisti e pittori trovano ampio spazio in cui mostrare la loro arte.

Barri Gòtic

Attraverso una via a lato del Las Ramblas (una delle tante, scelta in modo totalmente casuale) ci siamo immerse nei Barri Gotici, inizialmente perdendoci nelle stradine medioevali piene di negozietti che li compongono e caratterizzano, poi cercando i monumenti più importanti.

In questa zona, come facilmente intuibile dal nome, regna l’architettura gotica che li rende l’unica zona della città in cui il Medioevo è ancora vivo.

Qui abbiamo concentrato la nostra visita su tre monumenti:

Catedral de la Santa Creu y Santa Eulàlia, meglio conosciuta come Cattedrale di Barcelona. Le fondamenta di questa Cattedrale risalgono all’epoca paleocristiana, fu trasformata in moschea durante l’occupazione mussulmana della città e ritrasformata e consacrata nel 1058. Ma fu tra il XIII ed il XV che venne ampliata e ricostruita in stile gotico.

Santa Maria del Pi (del “pino”, che simboleggia la purezza della Vergine, piantato proprio davanti alla porta della Chiesa), costruita tra il 1319 ed il 1391, anche se secondo alcuni documenti già nel 987 era presente una chiesa in questo luogo.

Santa Maria del Mar, fu costruita tra il 1329 ed il 1383 nella zona portuale della città (alla quale deve il nome) ed è la Basilica a cui si ispirò Ildefonso Falcones per scrivere il famosissimo romanzo “La Cattedrale del Mare”.

Un’altra cosa molto interessante che abbiamo potuto ammirare passeggiando tra i Barri Gotici sono le antiche mura romane di “Barcino”, erette nel I secolo a.C.. Qui si trovano anche i testi di un antico tempio romano: il Temple d’August.

Santa Maria del Pi

Parc de la Ciutadella

Completato il giro dei Barri Gotici ci siamo dirette verso Parc de la Ciutadella: ho scoperto questo parco per caso durante il mio primo viaggio a Barcellona e me ne sono perdutamente innamorata!

Si tratta di un parco di 31 ettari, progettato tra le antiche mura della Cittadella da Josèp Fontserè in occasione dell’esposizione universale del 1888.

Ma non è un semplice parco, infatti al suo interno sono presenti numerosissime sculture e punti punti d’interesse, tra cui:

Hivernacle del Parc de la Ciutadella, un meraviglioso “giardino d’inverno”;

Museu Històric de Ciències Naturals;

Umbràculo del Parque de la Ciutadella, pieno di piante esotiche ed ideale per rinfrescarsi nelle calde giornate estive;

Arc de Triomf, nonché l’ingresso principale all’esposizione universale del 1888;

Parlament de Catalunya, costruito con scopo militare nel XVIII secolo e convertito in sede del Parlamento nel 1932;

Laghetto con noleggio barche;

El Carro de l’Aurora, meravigliosa fontana costruita in occasione dell’esposizione universale del 1888. Sfortunatamente l’abbiamo trovata spenta, esattamente come tutte le fontane della città;

Zoo de Barcelona, per ovvie ragioni non lo abbiamo visitato, ma nel parco volano uccelli appartenenti proprio a questo zoo.

Port Olìmpic, Barceloneta, Port Vell y el Mirador de Colom

Uscite dal Parco della Cittadella ci siamo dirette verso il Porto Olimpico, costruito in occasione delle Olimpiadi del 1992, è una zona molto frequentata soprattutto la sera, grazie ai numerosissimi locali e ristoranti.

Abbiamo, poi, percorso tutta la Barceloneta (zona marittima della città, costruita nel XVIII per trasferire coloro a cui era stata demolita la casa a seguito della costruzione de la Ciutadella). Qui la spiaggia non è solo luogo di relax ed aperitivi, ma anche sport, grazie alle moderne istallazioni presenti in tutto il quartiere!

Da qui abbiamo raggiunto Port Vell, il “Porto Vecchio” che, da zona di magazzini vuoti e fabbriche portuali, fu completamente rinnovato prima delle Olimpiadi del 1992.

Proseguendo lungo La Rambla del Mar abbiamo finalmente raggiunto el Mirador de Colum, monumento dedicato a Cristoforo Colombo alto ben 60m, posizionato proprio tra Las Ramblas ed il mare.

A questo punto siamo tornate al nostro hotel per preparaci all’uscita serale.

Casa Batllò

Dopo esserci rinfrescate e riprese dal tour pomeridiano, siamo ripartite verso Casa Batllò (casabatllo.es).

Per arrivare in orario alla visita serale con aperitivo, precedentemente prenotata su getyourguide.it, abbiamo preso la metro vicino al nostro albergo. Per la precisione alla fermata Liceu: a questa fermata vi consiglio di controllare la direzione dei treni prima di obliterare il biglietto, in quanto, una volta dentro, non sarà più possibile cambiare binario.

Siamo quindi scese a Passeig de Gràcia, incredibilmente puntuali per l’ingresso del nostro gruppo, non prima di esser state dotate di audio guida.

Casa Batllò, in origine costruita da uno dei professori di architettura di Gaudì (Emilio Sala Cortés) nel 1877, fu restaurata interamente tra il 1904 ed il 1906 da Antoni Gaudì, a cui Josep Batllò diede, come possiamo vedere, totale libertà creativa. Questa casa si presenta come una vera e propria opera d’arte, non solo suggestiva, ma anche incredibilmente funzionale.

Patrimonio Mondiale dell’UNECO, Casa Batllò la notte diventa magica: le sue forme e colori, accompagnati dalle luci nel buio, creano un ambiente unico ed un’esperienza immersiva che consiglio a chiunque.

Plaza Real

Terminata la visita abbiamo percorso Passeig de Gràcia, tra le vetrine dei negozi illuminati, in direzione di Plaza Catalunya, per poi proseguire lungo Las Ramblas fino a Plaza Real.

Plaza Real è una piazza dall’atmosfera tipicamente spagnola, commissionata a F. D. Molina nel 1848, ed arricchita da due lampioni disegnati da Gaudì. Questa piazza, con le sue palme e la fontana centrale, è un luogo molto frequentato la sera, grazie ai numerosi bar e ristoranti che la circondano.

Qui ci siamo fermate a bere una sangria, molto buona, ma la “copa grande” è risultata un po’ troppo grande per me… fortunatamente l’hotel era vicino…

Giorno 2

Il secondo giorno siamo uscite alle 8.00, orario in cui Las Ramblas è tanto vuota da esser quasi irriconoscibile, per dirigerci a piedi verso Barceloneta.

A questo giro però, al posto di ripercorrere Las Ramblas del Mar, abbiamo attraversato il ponte mobile di Port Vell (quello che permette l’ingresso delle barche), entrando al Maremagnum: un centro commerciale che trovo molto carino, anche se a quell’ora aveva ancora tutti i negozi chiusi.

Siamo quindi passate davanti all’ Aquarium de Barcelona, proseguendo fino a Barceloneta.

La spiaggia, la mattina, è frequentata soprattutto da nudisti e persone che praticano jogging, ma noi ci siamo semplicemente sedute ad un bar per fare colazione, in attesa che aprisse la funicolare che porta a Montjuic.

Montjuic

Alle 10.00 (da tipici ritmi spagnoli) ha finalmente aperto la Transbordador Aeri del Port e ci siamo fiondate ad acquistare il biglietto al costo di €12.50.

Questa funicolare offre una vista meravigliosa sulla città e collega in pochi minuti Barceloneta a Montjuic.

Montjuic (letteralmente “monte degli ebrei”, per la presenza di un antico cimitero ebraico) è una collina di 173metri d’altezza, è caratterizzata dalla presenza di diversi giardini, tra cui spicca il Giardino Botanico di Barcellona. Ognuno angolo di questa collina è stato rinnovato nel coso di grandi eventi, quali l’Expo del 1929 e le Olimpiadi del 1992.

Dopo una passeggiata tra il verde e le sculture di questo luogo, ci siamo dirette verso la Telefèric de Montjuic, con i nostri biglietti precedentemente acquistati a €15,30 (andata e ritorno) sul sito www.telefericdemontjuic.cat.

Questa teleferica porta al Castello di Montjuic: una fortezza difensiva costruita nel 1640 durante la Sollevazione della Catalunya e riqualificata a metà del XVIII. Nel XIX secolo divenne una prigione e luogo di fucilazioni durante la guerra civile spagnola.

Oggi conserva i tratti distintivi di una fortezza, ma il suo fossato è diventato un giardino, le sale interne adibite a mostre ed il cortile interno sede di eventi, soprattutto durante la stagione estiva.

Terminato il giro del castello abbiamo ripreso la teleferica, per poi proseguire in direzione del Palau Nacional di Montjuic costruito in occasione dell’Esposizione Universale del 1929 e sede del Museu nacional d’art de Catalunya (museunacional.cat).

Sfortunatamente anche qui abbiamo trovato spente le meravigliose fontane e lo spettacolo serale Fuente Màgica sospeso per siccità.

Poble Espanyol

Dal Palau Nacional di Montjuic abbiamo sceso le gradinate fino a svoltare, alla nostra sinistra, in Avenida de Francesc Ferrer i Guàrdia per raggiungere Poble Espanyol (poble-espanyol.com). Abbiamo, quindi, acquistato i biglietti presso la biglietteria esterna e siamo entrate senza fare nessuna fila.

Ci siamo sedute ad un bar de Plaza Mayor del Poble Espanyol, luogo adibito a concerti e vita notturna, per gustare qualche tapas e riposare un po’ all’ombra. In questa attrazione sono infatti presenti diversi bar e ristoranti e si presenta come una città nella città.

Questo luogo emblematico e poco conosciuto di Barcellona è stato creato in occasione dell’Esposizione Universale del 1929, con l’obbiettivo di riprodurre le architetture di tutta la spagna e alcuni dei suoi monumenti.

Troviamo ad esempio Utebo, in provincia di Zaragoza, e Calle Arcos di Càdiz (riportate in foto), seguite da moltissime altre!

Per facilitare il percorso Poble Espanyol è stato costruito dividendo gli spazi in zone e regioni, in questo modo risulta semplice orientarsi. Inoltre sono presenti ovunque descrizioni dettagliate di quello che si sta ammirando.

Passeggiando tra le vie di Poble Espanyol, oltre ad osservare l’architettura spagnola, abbiamo potuto visitare alcune mostre e piccoli negozi di artigianato locale.

Terminato il giro, ci siamo dirette verso Plaza de Espanya, costruita per l’Expo del 1929, dove si trova la vecchia arena dei tori trasformata nel centro commerciale Las Arenas dall’architetto Richard Rogers, per prendere la metro e tornare in hotel a rinfrescarci.

Casa Milà (La Pedrera)

Dal nostro hotel abbiamo poi ripercorso Las Ramblas, attraversato Plaza Catalunya, proseguito lungo Passeig de Gràcia, passando davanti Casa Batllò, fino a raggiungere l’incrocio con Carrer de Provenca dove si trova Casa Milà.

Casa Milà, conosciuta come “La Pedrera” a causa delle sue forme che ricordano una cava, è stata l’ultima opera di edilizia civile di Antoni Gaudì e piò essere definita come “un’opera d’arte totale” (lapedrera.com).

La Sagrada Familia

Da lì abbiamo proseguito il nostro cammino su Carrer de Provenca fino a raggiungere il monumento simbolo di Barcellona: la Sagrada Familia.

Inutile dire che quest’opera si merita tutta la fama che la precede, tanto quanto è inutile dire che per accedervi sia necessario prenotare una visita con largo anticipo: noi abbiamo prenotato su getyourguide.com due settimane ed i tour con visita alla torre erano già esauriti.

Quest’opera incompiuta di Gaudì (spoiler: per completarla dovrebbero abbattere dei palazzi) nasconde spiritualità e bellezza in ogni angolo.

Dall’esterno si può osservare come un lato rappresenti la nascita di Cristo, mentre l’altro la morte, e con il tema cambiano anche le forme che se da un lato sono morbide, dall’altro appaiono dure, simili ad ossa.

Ma la vera meraviglia è all’interno: entrando si viene avvolti dalla luce che filtra da finestre minuziosamente lavorate e circondati colonne ispirate agli alberi: la natura è al centro delle opere di Gaudì e qui lo vediamo con tutta la sua forza!

Per descrivere questo luogo ci vorrebbero giorni e l’unico consiglio valido che posso darvi è: andatela a vedere, vi garantisco che non è “la solita Chiesa”!

Gaudì, morto investito da un tram, è seppellito all’interno della stessa Sagrada Famiglia, come per non separarsi mai più dalla sua grande opera.

Finita la visita siamo tornate verso Las Ramblas ed abbiamo cenato in un locale di tapas molto carino chiamato RAO (raobcn.com), per poi andare a nanna presto.

Giorno 3

Parc Guell

Il nostro ultimo giorno è iniziato con la disperata ricerca di un posto in cui fare colazione presto, ma prima delle 9.00 i bar non aprono!

Abbiamo preso la metro fino ad Alfons X e siamo arrivate per le 9.30 al punto d’incontro per la visita guidata che avevamo prenotato su getyourgude.com.

Ho visitato Parc Guell molte altre volte, ma il valore aggiunto dalla guida me lo ha fatto vedere con occhi diversi.

Parc Guell è stato progettato da Antoni Gaudì, sotto commissione di Eusebio Guell, nei primi del ‘900 con l’obbiettivo di rendere residenziale questa zona periferica. Quest’ultimo infatti fu colpito dall’idea di città-giardina di Howard, tanto da volerne ricreare una su un pendio della Muntanya Pelada di Barcellona.

Il progetto prevedeva un complesso composto da 60 abitazioni all’avanguardia, nel verde, con vista sulla città, ma lontano dalle fabbriche del centro e dotato di tutti i servizi necessari per i suoi residenti.

Tuttavia questo quartiere non ebbe il successo sperato e non riuscendo a vendere case (ne furono costruite solo 3!), il progetto venne abbandonato nel 1914 e nel 1926 Parc Guell divenne un parco pubblico.

Il rientro

Terminata la visita abbiamo preso un taxi che con 18.00€ ci ha riportate in hotel e, una volta recuperati i bagagli, siamo corse verso Plaza Catalunya per prendere la navetta per l’aeroporto. Siamo arrivate in perfetto orario per svolgere i controlli, mangiare un boccone ed imbarcarci.

Ci sarebbe piaciuto molto visitare Casa Vicens (la prima casa progettata da Gaudì), ma per noi due questi giorni super intensi finiscono qui, col desiderio di tornare in questa città e scovare nuove meraviglie, la salutiamo dal finestrino dell’aereo.

Il consiglio della sportiva

Non ci sono consigli da riportare (se non l’uso di scarpe comode) solo gli screenshot che mia sorella ha fatto al suo contapassi in questi giorni:

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