Cos’è el Caminito del Rey?

El Caminito del Rey, conosciuto fino a pochi anni fa come “il sentiero più pericoloso d’Europa”, a seguito dei lavori terminati nel 2015, è oggi facilmente percorribile e sicuro, formato da passerelle costruite lungo pareti rocciose, affacciate su vallate, gole e canyon a dir poco mozzafiato!
Un luogo unico, sia a livello naturalistico (il sito offre un paesaggio unico e spettacolare, abitato da specie animali facilmente avvistabili come uccelli rapaci e stambecchi), sia a livello storico (storicamente passavano proprio da qui i collegamenti tra il porto di Malaga e l’interno dell’Andalusia), sia a livello geologico (grazie ai fossili marini visibili lungo il percorso, possiamo toccare con mano un passato lontano, un passato in cui il nostro pianeta era molto diverso da come lo conosciamo oggi).
Il percorso è di 7,7 km, dei quali 2,9 su passerelle, e ha una durata di percorrenza di circa 3 – 4 ore.
N.B. Non si può accedere al percorso singolarmente, ma solo accompagnati da una guida. Per questo motivo consiglio di prenotare la visita in anticipo. caminitodelrey.info
La storia del Caminito del Rey
El Caminito del Rey, oltre ad essere spettacolare e ricco di biodiversità, è un’importante testimone dell’evoluzione storica e geologica della regione e si trova nell’area naturale Desfiladero de los Gaitanes, tra i comuni Ardales e El Chorro.
Percorrendo il sentiero si può ammirare la catena montuosa dell’Huma ed il massiccio dell’Almorchòn: la gola ha avuto origine grazie al Rio Guadalhorce che ha scavato per millenni proprio tra le loro pareti.
Lungo il percorso sono presenti, inoltre, fossili che mostrano come un tempo queste montagne si trovassero sul fondale marino, ed emersero con la Cordigliera Betica.
Le pareti verticali che formano la gola arrivano a 300 m di altezza, mentre nella parte più stretta il canyon raggiunge una larghezza di soli 10 m, creando un percorso suggestivo.
L’opera inaugurata dal re Alfonso XIII nel 1921 (e da cui prese il nome Caminito del Rey) era l’unico accesso ferroviario a Malaga dall’interno dell’Andalusia all’epoca e fu voluta dalla società idroelettrica de El Chorro che necessitava di un accesso alle sue cascate per facilitare il passaggio di operai, il trasporto di materiali e la vigilanza.


Escursione di un giorno al Caminito del Rey

Per visitare el Caminito del Rey ho optato per l’acquisto di un pacchetto completo, in modo tale da semplificarmi tutti gli spostamenti, avendo poco tempo da trascorrere a Malaga. Ho quindi prenotato l’escursione prima di partire attraverso l’app di getyourguide.it, come da abitudine.
Il tour del Caminito del Rey da me scelto si chiama “Da Malaga: escursione di un giorno al Caminito del Rey”, dal costo di €53,32, posso dire organizzato in maniera eccellente!
Il ritrovo è stato programmato davanti a el Ayuntamiento (municipio) di Malaga, in posizione centralissima, facilmente raggiungibile in pullman grazie alle numerose linee di passaggio, ma anche a piedi dal centro o come nel mio caso (ho alloggiato vicino alla spiaggia) camminando prima a lungo la Malagueta, per poi spostarmi verso l’interno, cogliendo l’occasione per vedere il giardino botanico creato proprio tra el Ayuntamiento ed il porto della città.
L’incontro sì è tenuto alle 10:30 del mattino, per partire alle 10.45.
Dopo un controllo presenze, il gruppo è stato diviso in due parti: una parlante inglese e una spagnolo… io, causa avversione per la lingua inglese, ho scelto la visita in spagnolo.
A quel punto siamo saliti sul pullman e abbiamo iniziato la prima parte di tragitto fino ad Ardales, una cittadina molto caratteristica dove ci siamo fermati una “tappa al bagno”, bere un caffè, acquistare prodotti locali e ripartire.
Lungo tutto il tragitto abbiamo potuto ammirare le distese di agrumi tipiche dell’Andalusia: la stessa Malaga, è famosa proprio per le sue arance amarissime che il comune raccoglie per esportarle nei paesi del nord Europa dove vengono trasformate in marmellate.


Giunti all’inizio del percorso, siamo stati forniti di elmetto e, fortunatamente, anche di una cuffietta igienica (dico “fortunatamente” perché mi fa parecchio schifo l’idea di mettermi in testa qualcosa che ha indossato chissà quanta altra gente!).
Il sentiero è iniziato in maniera piuttosto lineare, facile ed accessibile a chiunque non abbia gravi difficoltà motorie. Da tener presente che non sono permessi tacchi a causa della struttura del terreno che, ovviamente, non è asfaltato.
Ho avuto inoltre la fortuna di percorrerlo in una giornata molto bella e soleggiata cosa che, chiaramente, ha enfatizzato i colori e la bellezza del luogo.
Inoltre, essendo stata ad inizio gennaio, anche la temperatura è stata favorevole: una giornata miete, senza il caldo afoso che, senza dubbio, avrebbe caratterizzato una gita in estate.
Il percorso si sviluppa su più livelli: in un primo momento si cammina su un sentiero piuttosto largo, per poi, mano a mano, avvicinarsi alle passerelle di legno del vero e proprio Caminito.
Proprio in questa zona sono riportate le foto di re Alfonso XIII, scattate nel 1921, che hanno reso famoso questo luogo (non perché lo abbia voluto o costruito, ma solo per averlo inaugurato).



Come già accennato, oltre all’aspetto legato all’ambiente naturale unico nel suo genere, in questo luogo sono presenti anche alcune specie animali facilmente avvistabili come uccelli rapaci e stambecchi.
Ho, infatti, avuto la fortuna di avvistare, prima delle aquile volare alte sopra di noi e, successivamente, una famiglia di stambecchi.
Quest’ultima, incredibilmente, si è anche avvicinata molto a noi, probabilmente abituata alla presenza di turisti che gli riservano il giusto rispetto e tutela (penso sia uno dei motivi per cui si accede in piccoli gruppi).
Mi ha stupito molto il fatto che, nonostante la presenza dei piccoli, si siano avvicinati così tanto (ovviamente non per farsi toccare), ma comunque a pochi passi da noi.
Proseguendo il cammino ci siamo trovati davanti all’antico sentiero.
Si inizia a camminare su questa passerella nuova e sicura, posizionata proprio poco sopra ad una vecchissima, rotta e pericolante.
Osservando il vecchio sentiero si nota un curioso dettaglio: è stato costruito usando tratti di antiche rotaie.
Nella foto a lato, ad esempio, si vede chiaramente che ci sono delle rotaie utilizzate per far passare le travi che reggono questa passerella. Che poi, ricordiamoci, è proprio la passerella su cui il re Alfonso XIII è stato immortalato.
Osservando lo stato di questo percorso è, quindi, facilmente comprensibile il perché fosse conosciuto come “sentiero più pericoloso d’Europa”: più lo guardo e più mi convinco che sopravvivere era un miracolo!



Queste passerelle sono costruite a moltissimi metri da terra, su gole formate dal passaggio del fiume attraverso la roccia, il che le rende non adatte a chi soffre di vertigini.
Ma è innegabile quanto, escludendo il problema vertigini, questa sia in assoluto la parte più bella di tutto il percorso: in ogni angolo si può scorgere qualcosa di meraviglioso e l’altezza ci dona una prospettiva differente rispetto a quella a cui siamo abituati.
Il verde della vegetazione, si fonde con le pareti in pietra, col corso del fiume e col blu del cielo. Il riflesso del sole crea ombre in grado di risaltare ogni dettaglio di questo luogo.
La parte finale del Caminito del Rey è quella riportata nelle immagini di quasi tutti i volantini o guide: il ponte che passa da un lato all’altro delle rocce sopra la gola in cui scorre el Rìo Guadalhorce.
Camminando su questo ponte si ha la sensazione che sia quasi un “ponte tibetano”, anche se in realtà non lo è, in quanto risulta piuttosto traballante.
Una volta attraversato e giunti sull’altro lato della montagna, si conclude il percorso “ad alta quota” e si raggiunge un’area ristoro, da cui ammirare il sentiero appena concluso.
Nell’area ristoro si trovano bancarelle sia per bere e mangiare, sia per acquistare gadget e souvenir.
La cosa che mi ha piacevolmente colpito, sono stati i prezzi estremamente onesti! A dire la verità, quasi la metà di quello che ci saremmo aspettati: generalmente, in posti come questo, si pensa di trovare prezzi folli proprio perché al di là di quello non c’è nient’altro.
Dopo una sosta per riposarci ed aspettare gli ultimi arrivati, siamo ripartiti verso Malaga e siamo stati lasciati dal nostro autista davanti al municipio (esattamente da dove siamo partiti) alle 18.
A giornata finito mi è rimasto solo un consiglio da darvi: se vi trovate in Andalusia, non perdete l’occasione di percorrere el Caminito del Rey!


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